Tesina gratis di Storia Dell'Arte: Espressionismo




L'Espressionismo, Fauves e Die Bruche

Significato letterale: "portare alla luce" , "espellere"
1905-1925, centro di diffusione Europa centro-settentrionale e Germania in particolare
NO prospettiva e chiaroscuro
NO rappresentazione oggettiva della realtà MA proiezione immediata di sentimenti e stati d'animo soggettivi
Colori violenti
Forme sommarie e spigolose
Fauves
Dal dispregiativo "fauves" (=bestie)
Il dipinto deve lasciare spazio al colore
Le cose vanno rappresentate dopo averle fatte proprie, bisogna dipingere esprimendo se stessi
Colore della rappresentazione svincolato dalla realtà
NO rappresentazione realistica della natura
Die Bruche
1905-1913
Si pone come "ponte" fra vecchio e nuovo
L'arte è l'espressione libera dell'impulso creativo
Fede nel progresso
Soggetti: vita metropolitana

Edvard Munch



IL GRIDO

"Camminavo lungo la strada con 2 amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse di rosso sangue, mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto, sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco, i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paure,e sentivo che un grande urlo pervadeva la natura"
L'uomo in primo piano esprime il dramma dell'umanità intera. Il ponte, la cui prospettiva si perde all'orizzonte, richiama i mille ostacoli che ciascuno nella propria esistenza deve superare, mentre i presunti amici che continuano a camminare rappresentano la falsità dei rapporti umani
I contenuti non sono mai disgiunti dalla forma e qui la forma perde qualsiasi residuo naturalistico diventando preda delle angosce più profonde dell'artista.
L'uomo che leva il suo terribile urlo è un essere serpentinato, quasi senza scheletro, fatto della stessa materia filamentosa con cui è realizzato il cielo infuocato e il mare oleoso. Al posto della testa vi è un cranio, senza capelli, come di un sopravvissuto ad una catastrofe atomica. Le narici sono ridotte a 2 fori, gli occhi sbarrati sembrano aver visto un abominio immondo, le labbra nere rimandano alla putrescenza dei cadaveri
L'urlo disperato e primordiale che esce da quella bocca straziata si propaga nelle pieghe di colore del cielo, della terra e del mare. È l'urlo di chi si è perso dentro se stesso e si sente solo, inutile e disperato anche tra gli altri


PUBERTA'

Il soggetto è quello di un'adolescente nuda, seduta di traverso su un letto appena rifatto, simbolo di verginità.
Il corpo della fanciulla appare ancora sessualmente acerbo: ai fianchi che sono già di donna fanno stridente riscontro le spalle ancora infantili e i seni appena abbozzati
Lo sguardo è fisso e le braccia si incrociano pudicamente sul pube in un gesto istintivo di vergogna
In quegli occhini che ci scrutano con sospettoso smarrimento c'è il rimpianto per la fanciullezza perduta e la contemporanea angoscia per una maturità alla quale non ci si sente ancora preparati. Tale opprimente senso d'angoscia è evidenziato dalla cupa ombra proiettata sul muro. Un'ombra informe e inquietante. È l'ombra delle incognite future e delle sofferenze a cui l'amore e la sessualità inevitabilmente condurranno