La Metafisica

Nasce nel 1917 a Ferrara da Giorgio de Chirico, il fratello Alberto Savino e Carlo Carrà.

Se la "logica dei ricordi", che associa significa, usi, spazi propri ad ogni cosa, si spezza tutto è nuovo. Ciò si raggiunge quando gli oggetti vengono posti fuori dal loro contesto e così rivelano un nuovo significato, alludono ad una realtà diversa.

VS Futurismo ed Impressionismo: solida volumetria, prospettiva geometrica, segno netto

Diffusione tramite la rivista "Motivi Plastici" e con il movimento affine del "Novecento" nato nel 1922 a Milano da Mario Sironi.

Il movimento si trasformerà in arte di regime.
Giorgio De Chirico
L'ENIGMA DELL'ORA
Un porticato, sovrastato de una loggia, occupa quasi l'intero spazio della tela. Nella sua ombra densa una figura umana immobile aspetta. In basso i raggi del sole pomeridiano, sfiorano appena una vasca con uno zampillo d'acqua, mentre investono l'uomo vestito di bianco che le sta di fianco.
Il portico reca suggestioni di architetture fiorentine: lo Spedale degli Innocenti e il Corridoio Vasariano
Il colore uniforme e il cielo limpido che traspare dalle aperture del portico e della loggia contribuiscono a definire la geometria dell'architettura resa in modo essenziale, ma con una prospettiva approssimativa.
I due uomini immobili e l'orologio che indica l'ora, stabiliscono con l'osservatore un rapporto di attesa, attesa di un evento sconosciuto che sta per compiersi. Anche il tempo si è fermato e aspetta nel silenzio di una piazza disabitata
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LE MUSE INQUIETANTI
Nel mezzo di una grande piazza dominata dalla rossa sagoma del castello estense di Ferrara si protende un palco formato da tavole lignee il cui colore non è dissimile da quello del castello
Rosse e alte ciminiere sulla sinistra non buttano fumo.
Sul palco prendono posto armonicamente delle statue/manichini dalle teste ovoidali a collocate su piedistalli
Altri corpi colorati come giochi di un bimbo sono disposti tra i muti personaggi di pietra
L'uomo è assente dalla scena, le finestre sono chiuse o buie.
Le muse sono immobili ed enigmatiche presenze depositarie di un mistero inaccessibile e inquietante
La brezza che muove i vessilli issati sugli spalti del castello e che rende terso il cielo, la nitidezza del segno, la mancanza di una prospettiva atmosferica, le ombre nette e lunghe, il colore caldo e dorato che pervade l'intero dipinto, il silenzio che regna sovrano, il tempo sospeso sono gli ingredienti di cui l'artista si serve per prospettarci una realtà diversa da quella usuale, metafisica, di cui non siamo consapevoli, ma che è insita in tutte le cose.
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Mario Sironi
L'ALLIEVA
Una giovane donna, all'interno dello studio di un pittore, è circondata da oggetti riferibili all'attività di un artista: un solido piramidale, una sculturetta rappresentante una donna nuda, un'anfora e una squadra
La donna è avvolta in un abito scuro dall'ampia scollatura; la mano è sul braccio sinistro. Lo sguardo è perso nel vuoto, ombre dense di concentrano sulla parte destra del suo volto dall'ovale perfetto: è l'esatta trasposizione in abiti moderni della Monna Lisa. Perfino le palpebre pesanti sono le stesse del dipinto leonardiano, ma lo spazio infinito del paesaggio di Leonardo si è trasformato nel chiuso interno di uno studio d'artista e la donna non sorride.
Lateralmente vialetti minori conducono ad altre fontane ornate di statue a soggetto mitologico
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