Il Neoclassicismo

Conseguenza sulle arti del pensiero illuminista, guardava infatti all'arte dell'antichità classica (>Greca)

Il desiderio di ritorno all'antico e la volontà di dar vita a un nuovo classicismo.

Sede privilegiata: Roma.

L'imitazione è diversa dalla copia. Imitare vuol dire ispirarsi a un modello che si cerca di uguagliare, copiare è azione fortemente limitativa in quanto prevede la realizzazione di un'opera identica al modello.

Dalle opere degli antichi si riprendono, bellezza dei corpi, la "nobile sensibilità" il contorno ed il drappeggio
Antonio Canova
AMORE E PSICHE
Rappresenta l'episodio in cui Amore rianima Psiche svenuta in quanto, contro gli ordini di Venere, aveva aperto un vaso ricevuto nell'Ade da Proserpina
Canova ha fermato nel marmo un attimo che rimane sospeso: la tensione dei due corpi che non si stringono, ma si sfiorano con sottile erotismo mentre il dio contempla il volto della dolce amata. È il momento che precede il bacio.
Geometria compositiva: si intersecano due archi e due cerchi si intrecciano (le braccia degli amanti)
La visione frontale non esaurisce tutte le possibilità di godimento dell'opera; infatti i rapporti reciproci fra i due corpi mutano continuamente mentre giriamo attorno al gruppo scultoreo
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PAOLINA BORGHESE
Paolina è rappresentata come Venere vincitrice. Infatti con gesto grazioso tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Paride alla dea giudicata da lui più bella
La giovane donna è rappresentata adagiata su un divano con una sponda rialzata. Il busto è nudo fin quasi all'inguine, mentre la parte inferiore del corpo è velata da un drappo che riveste il ritratto di un evidente erotismo
L'idealizzazione del volto e le sembianze divine collocano Paolina fuori della realtà terrena. Tuttavia la cera rosata spalmata dal Canova sulle parti nude della statua, a imitazione dell'incarnato, la restituiscono al mondo umano
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Jacques-Louis David
GIURAMENTO DEGLI ORAZI
Soggetto scelto dalla storia di Roma, quando i tre fratelli Orazi affrontarono i tre fratelli Curiazi per risolvere una contesa fra Roma e Albalonga. Morirono tutti tranne 1 degli Orazi
I tre orazi giurano di vincere o morire per Roma, il giuramento unisce nell'eroismo i tre giovani, allacciati in un abbraccio che indica umanità di intenti
La scena si svolge nell'atrio di una casa romana inondata dalla luce solare
L'impianto prospettico è sottolineato dalle fasce marmoree che racchiudono riquadri di pavimento. Nel fondo due pilastri e due colonne doriche sorreggono 3 archi a tutto sesto oltre i quali un muro delimita il porticato.
I personaggi sono distinti in 2 gruppi mentre il vecchio padre si erge nel mezzo. Il rosso del mantello lo individua come personaggio chiave della rappresentazione mentre leva in alto le spade. È proprio su quella mano serrata che sta il punto di fuga.
A destra le donne meste e mute sono abbandonate nel dolore. In posizione più arretrata la madre degli Orazi copre con il suo velo scuro, presagio di lutto, i suoi due figli più piccoli
In conformità all'estetica neoclassica, David non mostra il momento cruento del duello ma quello supremo del giuramento che precede l'azione e immobilizza tutti i personaggi che in tal modo idealizzano l'amor di patria
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LA MORTE DI MARAT
Fondo scuro e quasi monocromo, vicino alla vasca abbiamo una cassetta di legno che doveva fungere da tavolino ma che viene trasformata con dedica
La sobrietà e l'essenzialità dell'arredo quasi monastico stanno a dimostrare la virtuosa povertà di Marat
Non a caso David costruisce l'immagine del defunto come se si trattasse di una deposizione di Cristo o di una Pietà: la ferita aperta sul costato gronda ancora sangue, la testa è riversa, il braccio è abbandonato lungo la sponda della vasca, il lenzuolo macchiato di rosso.
Il parallelo con la morte di Cristo è un modo per elevare Marat al di sopra degli altri uomini, come esempio
David rappresenta il momento successivo all'omicidio. In tal modo l'evento violento non è mostrato e il volto dell'assassina viene condannato all'oblio
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